Cosa ci ha lasciato l’edizione 2021 di Time4child

Tanti i temi da affrontare in classe rivedendo l’evento Feed the Future. La necessità della cultura e della parola per garantire la parità di genere; il ruolo della ricerca nel cambiare le vite delle persone ammalate di disturbi alimentari e l’importanza dell’alimentazione stessa nel far vivere in salute anche invecchiando: ecco solo alcune delle testimonianze di un parterre d’eccellenza: dalla Ministra Bonetti agli scienziati del CNR 

Per costruire il loro percorso, i giovani hanno bisogno di molte più conoscenze rispetto alle generazioni precedenti. Il mondo è più complesso

Da qui nasce Time4child: per affrontare quella complessità,  renderla comprensibile facendo incontrare, in un presente che cambia in fretta, ragazzi e ragazze con le esperienze di chi sta aprendo la strada.  

Tra loro la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti; Maria Chiara Gadda, Deputata e proponitrice della legge 166/2016 “Antispreco”; Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia; Laura Liguori, Vice Presidente di Women & Tech al fianco di tanti ricercatori del CNR, chef e pionieri  nell’orizzonte dell’uso alimentare degli insetti, esperti di diritto, poeti e giovani liberi professionisti che hanno imparato ad adattarsi al mondo del lavoro contemporaneo.

Come diventare scienziate/i; come affrontare sport e studio; come portare sostenibilità e recupero nella vita di tutti i giorni; come capire le tasse per immaginare il proprio lavoro del futuro, come conoscere e far valere i propri diritti e proteggere quelli altrui: ogni incontro di Time4child – Feed the Future è concepito come un piccolo ingrediente di consapevolezza; una finestra aperta per scegliere il futuro. 

Saranno i giovani a scegliere il loro, ma gli strumenti che forniamo loro saranno la nostra eredità. 

Ecco cosa ci ha lasciato l’edizione 2021: tutti i contenuti, di circa 40 minuti ciascuno, disponibili gratuitamente in streaming per scuole e famiglie sul nostro sito!

Rivedi i webinar qui

Nutriamo di parole la giornata contro la violenza sulle donne

25 novembre. I numeri fanno rabbrividire. In un tempo in cui tante parole si sono spese per raccontare la pandemia c’è stato poco spazio per dare voce a chi non ce l’ha più.

Oggi quelle parole devono uscire prepotenti. Ognuno usi quelle che conosce e che fanno parte della sua storia e della sua missione. Per Time4child la missione è parlare di diritti, che poi significa parlare di persone, mettendo in chiaro che sono il prerequisito del futuro. La Cooperativa sociale vuole accompagnare genitori, insegnanti e, soprattutto, giovani in quel viaggio che è la scoperta di sé, dei propri desideri e delle personali ambizioni, mettendoli in contatto con esperienze, saperi e testimonianze che si trasformino in strumenti per scegliere: vita, lavoro, convinzioni; anche per scegliere che i diritti vengano davvero rispettati nel futuro, facendo della nostra, una società migliore.

Parlare di diritti delle donne alle giovani donne attraverso il loro linguaggio è il primo modo per noi per affrontare in punta di piedi un tema così delicato; parlarne con le studentesse e gli studenti è il primo modo per diffonderli e prevenire situazioni di violenza.

Time4child ha affrontato la parità di genere creando, all’interno del suo evento annuale, una Agorà dei diritti, uno spazio virtuale in cui personaggi noti e privati cittadini hanno affrontato le tematiche e gli argomenti legati ai diritti fondamentali e alla parità di genere. Stefano Accorsi ha parlato del concetto di potere, i comici Katia Follesa e Angelo Pisani si sono confrontati sul tema della gelosia, la conduttrice radiofonica Flavia Cercato ha affrontato il tema della vergogna, Stefania Ascari, deputata della Repubblica Italiana, deputata della Repubblica Italiana, ha detto la sua sul fenomeno del gender gap, la conduttrice televisiva Camila Raznovich e la giornalista Elena Guarnieri hanno parlato della paura, mentre il conduttore radiofonico e membro della Gialappa’s Band Giorgio Gherarducci ha dedicato il suo intervento al tema del possesso.

Parliamo di amore dicendo alle nostre ragazze che l’amore deve aiutarci a diventare la versione migliore di noi stessi; senza, però, cambiare chi siamo. Se un sentimento, invece, demolisce, svilisce, ferisce, – diciamo loro-  non è amore: trasformare sé stesse, per plasmarci in quello che immaginiamo ci voglia il nostro partner, significa smettere di amare la persona più importante di tutte: noi stesse. Ma parliamo, anche, ai giovani uomini, dicendo che anche loro posso liberarsi dalle catene del passato; da quello strascico culturale che vuole la donna proprietà di padri, fratelli, mariti o compagni. Questa gabbia è stata, per secoli, una gabbia per entrambi i generi. Ai nostri giovani uomini diciamo che un uomo è un uomo anche se guadagna meno di sua moglie, se bada ai bambini, se non le dice “stai zitta”; e non alza la voce per intimidirla, se non si vergogna di ascoltarne il consiglio.  Un uomo è forte solo se sa mostrarsi anche debole senza vergogna. Un uomo è padrone quando non ha bisogno di dominare su nessuno oltre sé stesso. Un uomo è sicuro di sé quando non tiene in catene gli altri per paura di essere lasciato. Questi sono i veri uomini che vivono da pari assieme alle loro compagne.

Per dire la verità, ed è una delle ragioni per le quali Time4Child nasce, bisogna affrontare la complessità, renderla comprensibile, spiegarla.

Dire, per esempio che chi si trova all’interno di una dipendenza affettiva spesso non ne riconosce i segnali: ecco perché è importante esserci per chi sta vivendo una situazione così complessa, offrendo supporto e ricordando che amarsi e accettarsi, nel bene e nel male, è il primo passo verso un rapporto sano con il mondo.

Anche il tema della denuncia non è né facile né immediato. Le giovani donne non devono avere paura a denunciare. La verità, però, è che la denuncia non è sempre abbastanza e che, a prescindere, la possibilità delle vittime di denunciare non assolve la società. È la cultura che deve cambiare per prevenire. È l’insegnamento a guardarsi dentro, accettando fragilità e forza, paura e generosità e a far crescere giovani adulti liberati dalla violenza. Uomini e donne

Mio segno mio muro

Il rapporto tra espressione artistica, rispetto e libertà – un nuovo WEBINAR giovedì 11 novembre 2021

Ciò che si modifica, ci appartiene.

Per questo l’arte è, anche, una forma di proprietà.

Le impronte delle mani nelle caverne preistoriche o le scritte sui muri delle strade possono ispirarci per un nuovo orizzonte nel recupero urbano e nel vivere la nostra città?

Un confronto tra due ‘poeti di strada’ ci guida verso un sentiero poco battuto, sul quale il prendersi cura di qualcosa consiste più nel riempirlo di bellezza che nel lasciarlo intonso e muto.

Ce lo raccontano gli artisti Mister Caos e Decle in “Mio segno, mio muro”, uno dei WEBINAR dell’edizione 2021 di Time4child, giovedì 11 novembre sulla nostra piattaforma. 

  

 Questo è solo uno dei tanti appuntamenti che vi aspettano: per consultare l’intero programma cliccate qui

I cambiamenti nel settore della ristorazione

La testimonianza di Capac, Politecnico del Commercio e del Turismo

La ristorazione, nei momenti più duri della pandemia, ha subìto in tutto il mondo, specie in Italia, un calo significativo, seguito però da un incremento della domanda in seguito all’allentamento delle restrizioni.

I dati ci dicono che i clienti continuano a prediligere la classica esperienza offline, ovvero il mangiare insieme a tavola; possiamo quindi affermare che, nonostante l’avvento del digitale, le consegne a domicilio non saranno il futuro del settore.

Tuttavia, il digitale ha iniziato a condizionare in maniera decisiva anche il settore della ristorazione, modificandone usanze e modi, ma in che modo?

Il momento storico che stiamo vivendo può essere definito con una singola parola: Phygital.

Cosa intendiamo con Phygital?

La pandemia ha cambiato le nostre abitudini, aumentando la necessità di vivere esperienze sempre più integrate, insomma un mix tra mondo fisico e digitale.

Questo cambio di rotta è avvenuto anche nella ristorazione.

Cosa accade oggi quando usciamo a pranzo o a cena?

La nostra esperienza al ristorante è decisamente Phygital: il sito internet dell’attività è spesso l’unico modo per prenotare un posto a tavola, all’ingresso uno scanner controlla la validità del nostro Green Pass, i menù cartacei sono stati sostituiti da pratici QR Code da inquadrare con i nostri Smartphone, a queste attività abbiniamo l’esperienza classica offline del mangiare e parlare con gli amici.

Quali sono le figure lavorative richieste?

Le figure lavorative richieste dal settore sono sostanzialmente quelle classiche: abbiamo visto ad esempio in questi mesi la grandissima necessità delle attività di ristorazione di trovare personale di sala.

Quali sono i requisiti per lavorare nel mondo del food?

Requisito indispensabile è sicuramente la passione per il settore, da cui nasce la volontà di apprendere le competenze tecniche richieste dalla specifica mansione.

Come acquisire competenze?

Le competenze richieste dal settore possono essere apprese con un corso di formazione professionalizzante e poi affinate e sviluppate con la pratica quotidiana.

CAPAC lavora da 60 anni in questa direzione e prepara ragazzi al mondo del Food & Beverage.

Altre competenze richieste?

Voglia di imparare e di mettersi in gioco continuamente

Capacità di ascolto

Disponibilità e capacità relazionali per la gestione della clientela

Puntualità e affidabilità

Maggiori informazioni sul sito www.capac.it

Il ritorno del volto e l’intuizione delle case dipinte

Due dei webinar a cui potrete assistere in Time4child – Feed the future: 11-15 novembre 2021.

La maschera protegge ma anche nasconde i volti e le emozioni dipinte su di essi.

È un rifugio ed un sollievo al quale può essere difficile rinunciare quando diventa un’abitudine.

Ma la maschera è, anche, un elemento simbolico con profonde ramificazioni. L’abitudine a coprirsi il volto, il ritorno a mostralo, il vedere gli altri non più come una minaccia e il mostrare sé stessi senza paura: tutto questo e molto altro ruota attorno al semplice gesto di sfilarsi ciò che copre il volto, un gesto che è ormai diventato per noi consuetudine.    

È da questa analisi che prende spunto il tema di uno dei panel del nuovo evento di Time4child.  

Parleremo con ragazzi e ragazze del rapporto con la propria immagine e con le proprie emozioni, assieme, tra gli altri, alla dottoressa Stefania Fortini, psicologa e psicoterapeuta, vice Direttrice del Polo Nazionale Ipovisione. 

Diverso, invece, il tema di un altro appuntamento che partirà da un’idea rivoluzionaria: che ogni tradizione sia stata, prima di tutto, una novità.

Partiremo raccontando l’intuizione di Cibiana: un piccolo paese del Cadore che ha reinterpretato la sua vocazione turistica trasformando le case in alberghi e i muri in affreschi. Questo spunto permetterà di raccontare un aspetto particolarmente visibile nella vita sulle montagne Dolomitiche: la capacità di adattarsi ad un ambiente difficile, bilanciando innovazione e tradizione.   

Ne parleremo con Cristina Busatta Direttrice del Museo Etnografico della Provincia di Belluno e con Giacomo Pompanin co-fondatore di un Museo particolare: il Museo virtuale del Paesaggio DOLOM.IT. Questa realtà aggiunge un nuovo tassello nell’affiancare presente e passato perché le tecnologie non sono solo strumento ma portano la nuova filosofa della partecipazione nella raccolta, co-creazione e trasmissione del patrimonio Dolomitico.   

 Questi sono solo due dei tanti appuntamenti che vi aspettano: per consultare l’intero programma cliccate qui

Preparare i giovani alle opportunità del futuro consegnandogli conoscenze e capacità concrete

La missione della Fondazione Golinelli, tra i partecipanti al nuovo evento di Time4child dall’11 al 15 Novembre. L’intervista a Raffaella Spagnuolo, Responsabile scientifico Laboratori e Program Manager Didattica 14-18 

La Fondazione ha da sempre promosso l’insegnamento concreto e pragmatico, attraverso esperienze e laboratori. Perché è importante investire in questo tipo di percorsi?  

Il nostro approccio si è sempre concentrato sul cercare di far comprendere allo studente il perché stava svolgendo determinati compiti. L’attività pratica non deve infatti limitarsi ad una semplice realizzazione di una “ricetta di cucina”. Lo studente non deve essere il mero esecutore di un protocollo guidato ma deve essere il protagonista dell’esperimento. Solo in quest’ottica ha senso parlare di attività hands on e di learning by doing. La Fondazione Golinelli è più di 30 anni che crede nell’efficacia di questi percorsi e li abbiamo messi in pratica ancora prima che si parlasse di superamento della didattica frontale e di necessità di acquisire, attraverso il fare, alcune delle competenze chiave di cittadinanza europea. 

L’hands on ovvero il “mettere le mani sopra”, l’esperienza diretta del tentativo e dell’errore sono alla base di un apprendimento efficace delle scienze e della tecnologia. 

Fondamentale per noi è stato ed è il confronto con i docenti per cercare di proporre un’esperienza che ben si integri con l’attività che gli studenti svolgono quotidianamente con i propri insegnanti. Solo in questo modo l’attività fatta con i nostri operatori non si limita ad un’esperienza singola ma diventa parte del processo di apprendimento. 

Quale è il valore aggiunto che la Fondazione offre con i suoi corsi?  

I corsi propongono contenuti, strumenti, attività concrete, raccordate ai contenuti curriculari, orientate alla replicabilità a scuola, pur puntando molto, in particolare per le STEAM, a promuovere l’approccio trasversale e multidisciplinare. Le attività consentono di discutere e adattare ai diversi contesti scolastici kit didattici e linee guida operative per svolgere esercitazioni pratiche con le proprie classi.  

Concentriamo la nostra ricerca didattica in particolare su due aree tematiche: da un lato le materie e l’approccio STEAM, dall’altro didattica e creatività con il digitale. Supportiamo gli insegnanti a mettere al centro dell’esperienza didattica in laboratorio e il laboratorio di scienze nello specifico, utilizzando il digitale come strumento per estendere l’approccio enquiry alla conoscenza. 

Durante i corsi viene lasciato ampio spazio ai workshop di ideazione e riflessione didattica affinché insegnanti, dirigenti scolastici ed educatrici/educatori possono ripensare e far evolvere le progettualità scolastiche in modo più inclusivo, affiancando l’acquisizione di competenze STEAM ad azioni di personalizzazione dell’apprendimento sulla base delle specificità del singolo, di comprensione e valorizzazione delle conoscenze personali e sociali, di sviluppo di nuove esperienze formative e capitale scientifico. 

Le discipline STEAM sono ormai di centrale importanza, e il corpo docente vi presta sempre più attenzione. Come implementarne al meglio l’insegnamento all’interno dei percorsi scolastici? 

Il Ministero dell’Istruzione, attraverso il Piano Nazionale per la Scuola Digitale ha già dato indicazioni e sostegno per implementare al meglio l’insegnamento delle STEAM nelle scuole italiane. Quello che la Fondazione Golinelli sta facendo è affiancare i docenti e le scuole in questo processo di grande cambiamento. 

Oltre alla progettazione degli spazi di apprendimento, dei cosiddetti STEAM lab, fondamentale è l’approccio che si sceglie nell’affrontare le discipline STEAM: il Problem Based Learning (PBL) ossia l’Apprendimento per Problemi e per investigazione, l’IBL, Inquiry Based Learning sono alla base dell’insegnamento STEAM. Fondamentale è per noi trovare insieme ai docenti, attraverso i nostri corsi, quei problemi reali che incuriosiscono gli studenti e li aiutano a cercare le risposte stimolando la discussione tra pari. In ultima analisi discutiamo con i nostri docenti sull’importanza della valutazione che tenga conto non solo degli elaborati prodotti dagli studenti ma che attesti le competenze maturate dagli stessi attraverso tutto il percorso effettuato. 

Golinelli e Time4child: quale il vostro messaggio e a chi volete rivolgervi?   

A tutti gli insegnanti di materie scientifiche o interessati ad affrontare in modo non riduzionistico le sfide ambientali e sociali che ci aspettano, dedichiamo strumenti e contenuti formativi e didattici immediatamente implementabili con gli studenti. 

Maggiori informazioni sul sito www.fondazionegolinelli.it

Time4talk

Di cosa parleremo quest’anno?


L’evento si avvicina: tra l’11 e il 15 novembre Time4child 2021 metterà in contatto ragazze e ragazzi con le storie che possono farli cresce meglio: consapevoli, curiosi, determinati.
Il sapere rende liberi, interiormente e nel mondo.
E ci sono tante cose che le nuove generazioni devono conoscere; più di quelle precedenti. Lavoro, scienza, democrazia sono attraversate da correnti di cambiamento che possono trascinare o essere navigate.
È questa la differenza che fa la conoscenza.
Ovviamente, non è un evento online, un webinar, una storia a fornire tutte le informazioni. Ma può essere il seme che fa nascere la ricerca personale. Allora sì, avrà fatto la differenza.
Dunque, che semi pianteremo in questa edizione di Time4child dedicata al Nutrimento?
Quello dei diritti di genere, per primo, per proteggere i corpi e far crescere con uguali opportunità; quello della legalità, sola garanzia del merito e dell’eguaglianza; della lettura critica, per guardarsi dalle menzogne che hanno gli stessi pixel delle verità. Ciò che nutre la società, la salute, la mente: ecco di cosa parleremo. Ci vediamo in ottobre con il programma completo!

Qui tre anteprime:
TU NON PUOI GIOCARE
Quali sono le barriere di genere nello sport e cosa deve aspettarsi una giovane atleta per portare avanti la sua passione?

IL COSTO DELL’INGIUSTIZIA
La corruzione non costa solo allo Stato. Costa a tutti e tutte: soldi, opportunità, progresso. La trasparenza è la garanzia che il merito venga riconosciuto; che i bravi vincano i concorsi; che le offerte migliori si aggiudichino i bandi. Chi rimane in silenzio davanti all’illegalità e al mal costume finirà per esserne vittima.

LA VERITA’ ALL’EPOCA DI PHOTOSHOP
Se entrambe sono fatte di pixel, come distinguere la verità dalla menzogna? Questa è la domanda fondamentale per la democrazia del presente e del futuro. Ma è, anche, la stessa domanda che ritorna ad ogni generazione: dal tempo dei protocolli dei savi di Sion fino al Golfo del Tonchino. La verità è sempre minacciata: in ogni epoca c’è stato chi l’ha difesa e chi l’ha inquinata. A cambiare sono gli strumenti e i protagonisti. Di quali fonti ci fidiamo, oggi, e qual è il ruolo del giornalismo del XXI secolo?

Il gioco guida la scoperta

Quello che è importante è anche interessante. Ma presentarlo come gioco aiuta a farlo capire. Time4child lancia La Casa T4C: la porta di ingresso all’evento11-15 novembre 2021

Fare il proprio ingresso a Time4Child sarà come entrare nella casa di una famiglia. L’evento offrirà ai più giovani una porta di accesso guidata dal gioco per introdurre e incuriosire sui grandi temi che faranno la differenza nelle loro vite: Cibo, Mente, Salute, Sostenibilità e Diritti.

Ecco gli ingredienti del Futuro.

E sarà proprio Mamma Futuro ad aprire la porta della Casa Time4Child introducendo i cinque grandi temi con i quali i giovani visitatori potranno iniziare a giocare.

‘Quiz’, ‘ruote della riscoperta’, ‘abbinamenti’, ‘completa la frase’ e altre formule ludiche saranno lo strumento per trasmettere sapere e far crescere curiosità.

Così, argomenti importanti verranno trasmessi con facilità, suscitando il desiderio di scoprire qualcosa in più.

Appuntamento, quindi, tra l’11 e il 15 novembre 2021 per partecipare a questa e a tante altre iniziative interattive che faranno incontrare studenti e studentesse con uomini e donne che hanno una storia da raccontare e un nuovo orizzonte da aprire nel mondo della ricerca, del lavoro e dell’impegno civile.

Il Pavimento Pelvico: come recuperare dopo il parto

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di parlare del “pavimento pelvico”, quell’insieme di muscoli e legamenti che chiudono, nella parte inferiore, la cavità addominale.

La sua funzione è quella di sostenere tutti gli organi pelvici: utero, vescica, uretra, retto e vagina, potenziando anche la capacità sfinteriale .

La cura di questa zona del corpo non va trascurata, né durante la gravidanza, né tantomeno nel post partum. In particolare durante il puerperio, ovvero il periodo tra il parto e il ritorno delle strutture materne alla condizione pre-gravidanza, che dura circa sei settimane. Si tratta di un momento importante e delicato per la neomamma, sia dal punto di vista fisico che psicologico, visti i cambiamenti che subisce il corpo e le grandi emozioni che si vivono.

Durante questo periodo, il pavimento pelvico è una zona del corpo che risulta ancora debole, proprio a causa della gravidanza e del parto stesso, per via delle forze di pressione e di trazione che ha subito (indipendentemente che il parto sia stato naturale o tramite taglio cesareo).

È, quindi, importante evitare gli sforzi che aumentano la pressione addominale per non sollecitare eccessivamente il pavimento pelvico.

“Già dall’immediato post parto si può valutare la salute perineale — spiega la dott.ssa Tania Albertin, ostetrica

alcuni dei sintomi più comuni e sottovalutati di una disfunzione del pavimento pelvico sono la perdita di gocce di urina, l’urgenza di dover andare in bagno, la sensazione di “apertura vaginale”, la difficoltà nel riprendere i rapporti sessuali, l’insorgenza di emorroidi e la stipsi. Visto l’impatto di questi fastidi sulla quotidianità, risolverli significa migliorare la qualità della vita presente e futura della mamma — consiglia l’esperta —. In base alla specifica situazione di ogni donna, è possibile intraprendere percorsi individuali e/o di gruppo per la riabilitazione del pavimento pelvico, in modo da recuperare il benessere di questa parte del corpo. Inoltre, se si decide di riprendere l’attività fisica dopo il parto, è importante conoscere lo stato di salute del nostro pavimento pelvico e affidarsi a un professionista che ci possa aiutare a seguire un percorso di recupero che conduca gradualmente e secondo le singole esigenze al tipo di sport o attività che si desidera tornare o iniziare a praticare” conclude la dottoressa Albertin.

Valentina Paravia

Il Pavimento Pelvico: come recuperare dopo il parto

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di parlare del “pavimento pelvico”, quell’insieme di muscoli e legamenti che chiudono, nella parte inferiore, la cavità addominale.

La sua funzione è quella di sostenere tutti gli organi pelvici: utero, vescica, uretra, retto e vagina, potenziando anche la capacità sfinteriale .

La cura di questa zona del corpo non va trascurata, né durante la gravidanza, né tantomeno nel post partum. In particolare durante il puerperio, ovvero il periodo tra il parto e il ritorno delle strutture materne alla condizione pre-gravidanza, che dura circa sei settimane. Si tratta di un momento importante e delicato per la neomamma, sia dal punto di vista fisico che psicologico, visti i cambiamenti che subisce il corpo e le grandi emozioni che si vivono.

Durante questo periodo, il pavimento pelvico è una zona del corpo che risulta ancora debole, proprio a causa della gravidanza e del parto stesso, per via delle forze di pressione e di trazione che ha subito (indipendentemente che il parto sia stato naturale o tramite taglio cesareo).

È, quindi, importante evitare gli sforzi che aumentano la pressione addominale per non sollecitare eccessivamente il pavimento pelvico.

“Già dall’immediato post parto si può valutare la salute perineale — spiega la dott.ssa Tania Albertin, ostetrica

alcuni dei sintomi più comuni e sottovalutati di una disfunzione del pavimento pelvico sono la perdita di gocce di urina, l’urgenza di dover andare in bagno, la sensazione di “apertura vaginale”, la difficoltà nel riprendere i rapporti sessuali, l’insorgenza di emorroidi e la stipsi. Visto l’impatto di questi fastidi sulla quotidianità, risolverli significa migliorare la qualità della vita presente e futura della mamma — consiglia l’esperta —. In base alla specifica situazione di ogni donna, è possibile intraprendere percorsi individuali e/o di gruppo per la riabilitazione del pavimento pelvico, in modo da recuperare il benessere di questa parte del corpo. Inoltre, se si decide di riprendere l’attività fisica dopo il parto, è importante conoscere lo stato di salute del nostro pavimento pelvico e affidarsi a un professionista che ci possa aiutare a seguire un percorso di recupero che conduca gradualmente e secondo le singole esigenze al tipo di sport o attività che si desidera tornare o iniziare a praticare” conclude la dottoressa Albertin.

Valentina Paravia