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Nutriamo di parole la giornata contro la violenza sulle donne

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25 novembre. I numeri fanno rabbrividire. In un tempo in cui tante parole si sono spese per raccontare la pandemia c’è stato poco spazio per dare voce a chi non ce l’ha più.

Oggi quelle parole devono uscire prepotenti. Ognuno usi quelle che conosce e che fanno parte della sua storia e della sua missione. Per Time4child la missione è parlare di diritti, che poi significa parlare di persone, mettendo in chiaro che sono il prerequisito del futuro. La Cooperativa sociale vuole accompagnare genitori, insegnanti e, soprattutto, giovani in quel viaggio che è la scoperta di sé, dei propri desideri e delle personali ambizioni, mettendoli in contatto con esperienze, saperi e testimonianze che si trasformino in strumenti per scegliere: vita, lavoro, convinzioni; anche per scegliere che i diritti vengano davvero rispettati nel futuro, facendo della nostra, una società migliore.

Parlare di diritti delle donne alle giovani donne attraverso il loro linguaggio è il primo modo per noi per affrontare in punta di piedi un tema così delicato; parlarne con le studentesse e gli studenti è il primo modo per diffonderli e prevenire situazioni di violenza.

Time4child ha affrontato la parità di genere creando, all’interno del suo evento annuale, una Agorà dei diritti, uno spazio virtuale in cui personaggi noti e privati cittadini hanno affrontato le tematiche e gli argomenti legati ai diritti fondamentali e alla parità di genere. Stefano Accorsi ha parlato del concetto di potere, i comici Katia Follesa e Angelo Pisani si sono confrontati sul tema della gelosia, la conduttrice radiofonica Flavia Cercato ha affrontato il tema della vergogna, Stefania Ascari, deputata della Repubblica Italiana, deputata della Repubblica Italiana, ha detto la sua sul fenomeno del gender gap, la conduttrice televisiva Camila Raznovich e la giornalista Elena Guarnieri hanno parlato della paura, mentre il conduttore radiofonico e membro della Gialappa’s Band Giorgio Gherarducci ha dedicato il suo intervento al tema del possesso.

Parliamo di amore dicendo alle nostre ragazze che l’amore deve aiutarci a diventare la versione migliore di noi stessi; senza, però, cambiare chi siamo. Se un sentimento, invece, demolisce, svilisce, ferisce, – diciamo loro-  non è amore: trasformare sé stesse, per plasmarci in quello che immaginiamo ci voglia il nostro partner, significa smettere di amare la persona più importante di tutte: noi stesse. Ma parliamo, anche, ai giovani uomini, dicendo che anche loro posso liberarsi dalle catene del passato; da quello strascico culturale che vuole la donna proprietà di padri, fratelli, mariti o compagni. Questa gabbia è stata, per secoli, una gabbia per entrambi i generi. Ai nostri giovani uomini diciamo che un uomo è un uomo anche se guadagna meno di sua moglie, se bada ai bambini, se non le dice “stai zitta”; e non alza la voce per intimidirla, se non si vergogna di ascoltarne il consiglio.  Un uomo è forte solo se sa mostrarsi anche debole senza vergogna. Un uomo è padrone quando non ha bisogno di dominare su nessuno oltre sé stesso. Un uomo è sicuro di sé quando non tiene in catene gli altri per paura di essere lasciato. Questi sono i veri uomini che vivono da pari assieme alle loro compagne.

Per dire la verità, ed è una delle ragioni per le quali Time4Child nasce, bisogna affrontare la complessità, renderla comprensibile, spiegarla.

Dire, per esempio che chi si trova all’interno di una dipendenza affettiva spesso non ne riconosce i segnali: ecco perché è importante esserci per chi sta vivendo una situazione così complessa, offrendo supporto e ricordando che amarsi e accettarsi, nel bene e nel male, è il primo passo verso un rapporto sano con il mondo.

Anche il tema della denuncia non è né facile né immediato. Le giovani donne non devono avere paura a denunciare. La verità, però, è che la denuncia non è sempre abbastanza e che, a prescindere, la possibilità delle vittime di denunciare non assolve la società. È la cultura che deve cambiare per prevenire. È l’insegnamento a guardarsi dentro, accettando fragilità e forza, paura e generosità e a far crescere giovani adulti liberati dalla violenza. Uomini e donne