A Feed the Future lo stand di Commissione Difesa Vista Onlus

Per Time4child il tema della salute, anche degli occhi, è fortemente connesso al futuro

Ci sarà anche lo stand digitale di Commissione Difesa Vista Onlus a “Feed The Future”, l’evento 2021 di Time4child.

L’associazione, che ha l’obiettivo di informare in maniera corretta e puntuale su argomenti legati alla salute del bene vista, promuoverà la cultura della prevenzione visiva nel corso della manifestazione dedicata ai ragazzi per far loro sviluppare pensiero critico e senso di responsabilità con i quali affrontare il futuro.

Dall’11 al 15 novembre CDV Onlus parteciperà, quindi, per sostenere l’importanza della cura per i propri occhi, attraverso webinar e materiale informativo dedicato alla salute oculare di bambini e ragazzi.

Nello stand digitale si parlerà di tre temi: “Vista e guida sicura”, ovvero l’importanza dell’efficienza visiva per guidare in sicurezza; “Bambini e ragazzi in età scolare”, cioè consigli CDV per la loro vista e legami che sussistono tra sotto-correzione, postura e deficit di apprendimento scolastico; “Didattica a distanza, luce blu e stress visivo”, per conoscere gli strumenti di difesa per il benessere visivo in una società sempre più dominata dalla visione da vicino.

Per Time4child il tema della salute è fortemente connesso al futuro: in quanto diritto da tutelare e garantire a tutti, in quanto pilastro dell’economia e della società, in quanto sinonimo di benessere e vita. Gli occhi sono organi estremamente preziosi e delicati perché ci consentono di percepire il mondo e comunicare con ciò che ci circonda.

L’80% delle informazioni che giungono al cervello passano attraverso gli occhi, oggi sempre più sollecitati da device tecnologici, guida e raggi UV. Presbiopia, ipermetropia, miopia e astigmatismo sono i difetti visivi più diffusi che possono essere corretti, se diagnosticati in tempo.

Inoltre, anche gli occhi più giovani possono essere colpiti da patologie che causano ipovisione, sebbene con una frequenza diversa dagli adulti: patologie retiniche (25% dei casi); malattie corneali (20%); cataratta (13%); glaucoma (6%); patologie globali del bulbo oculare (17%); traumi (19%). Ma nel 40% dei casi le malattie causa di ipovisione si possono prevenire attraverso buone abitudini e visite oculistiche regolari da effettuare sin dalla tenera età. Ai 4 e ai 6 anni per i bambini nati a termine senza complicanze, ad esempio.*

Teniamo d’occhio, a “Feed The Future” dall’11 al 15 novembre per un focus sulla prevenzione visiva.

Time4talk

Di cosa parleremo quest’anno?


L’evento si avvicina: tra l’11 e il 15 novembre Time4child 2021 metterà in contatto ragazze e ragazzi con le storie che possono farli cresce meglio: consapevoli, curiosi, determinati.
Il sapere rende liberi, interiormente e nel mondo.
E ci sono tante cose che le nuove generazioni devono conoscere; più di quelle precedenti. Lavoro, scienza, democrazia sono attraversate da correnti di cambiamento che possono trascinare o essere navigate.
È questa la differenza che fa la conoscenza.
Ovviamente, non è un evento online, un webinar, una storia a fornire tutte le informazioni. Ma può essere il seme che fa nascere la ricerca personale. Allora sì, avrà fatto la differenza.
Dunque, che semi pianteremo in questa edizione di Time4child dedicata al Nutrimento?
Quello dei diritti di genere, per primo, per proteggere i corpi e far crescere con uguali opportunità; quello della legalità, sola garanzia del merito e dell’eguaglianza; della lettura critica, per guardarsi dalle menzogne che hanno gli stessi pixel delle verità. Ciò che nutre la società, la salute, la mente: ecco di cosa parleremo. Ci vediamo in ottobre con il programma completo!

Qui tre anteprime:
TU NON PUOI GIOCARE
Quali sono le barriere di genere nello sport e cosa deve aspettarsi una giovane atleta per portare avanti la sua passione?

IL COSTO DELL’INGIUSTIZIA
La corruzione non costa solo allo Stato. Costa a tutti e tutte: soldi, opportunità, progresso. La trasparenza è la garanzia che il merito venga riconosciuto; che i bravi vincano i concorsi; che le offerte migliori si aggiudichino i bandi. Chi rimane in silenzio davanti all’illegalità e al mal costume finirà per esserne vittima.

LA VERITA’ ALL’EPOCA DI PHOTOSHOP
Se entrambe sono fatte di pixel, come distinguere la verità dalla menzogna? Questa è la domanda fondamentale per la democrazia del presente e del futuro. Ma è, anche, la stessa domanda che ritorna ad ogni generazione: dal tempo dei protocolli dei savi di Sion fino al Golfo del Tonchino. La verità è sempre minacciata: in ogni epoca c’è stato chi l’ha difesa e chi l’ha inquinata. A cambiare sono gli strumenti e i protagonisti. Di quali fonti ci fidiamo, oggi, e qual è il ruolo del giornalismo del XXI secolo?

Il gioco guida la scoperta

Quello che è importante è anche interessante. Ma presentarlo come gioco aiuta a farlo capire. Time4child lancia La Casa T4C: la porta di ingresso all’evento11-15 novembre 2021

Fare il proprio ingresso a Time4Child sarà come entrare nella casa di una famiglia. L’evento offrirà ai più giovani una porta di accesso guidata dal gioco per introdurre e incuriosire sui grandi temi che faranno la differenza nelle loro vite: Cibo, Mente, Salute, Sostenibilità e Diritti.

Ecco gli ingredienti del Futuro.

E sarà proprio Mamma Futuro ad aprire la porta della Casa Time4Child introducendo i cinque grandi temi con i quali i giovani visitatori potranno iniziare a giocare.

‘Quiz’, ‘ruote della riscoperta’, ‘abbinamenti’, ‘completa la frase’ e altre formule ludiche saranno lo strumento per trasmettere sapere e far crescere curiosità.

Così, argomenti importanti verranno trasmessi con facilità, suscitando il desiderio di scoprire qualcosa in più.

Appuntamento, quindi, tra l’11 e il 15 novembre 2021 per partecipare a questa e a tante altre iniziative interattive che faranno incontrare studenti e studentesse con uomini e donne che hanno una storia da raccontare e un nuovo orizzonte da aprire nel mondo della ricerca, del lavoro e dell’impegno civile.

Il Pavimento Pelvico: come recuperare dopo il parto

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di parlare del “pavimento pelvico”, quell’insieme di muscoli e legamenti che chiudono, nella parte inferiore, la cavità addominale.

La sua funzione è quella di sostenere tutti gli organi pelvici: utero, vescica, uretra, retto e vagina, potenziando anche la capacità sfinteriale .

La cura di questa zona del corpo non va trascurata, né durante la gravidanza, né tantomeno nel post partum. In particolare durante il puerperio, ovvero il periodo tra il parto e il ritorno delle strutture materne alla condizione pre-gravidanza, che dura circa sei settimane. Si tratta di un momento importante e delicato per la neomamma, sia dal punto di vista fisico che psicologico, visti i cambiamenti che subisce il corpo e le grandi emozioni che si vivono.

Durante questo periodo, il pavimento pelvico è una zona del corpo che risulta ancora debole, proprio a causa della gravidanza e del parto stesso, per via delle forze di pressione e di trazione che ha subito (indipendentemente che il parto sia stato naturale o tramite taglio cesareo).

È, quindi, importante evitare gli sforzi che aumentano la pressione addominale per non sollecitare eccessivamente il pavimento pelvico.

“Già dall’immediato post parto si può valutare la salute perineale — spiega la dott.ssa Tania Albertin, ostetrica

alcuni dei sintomi più comuni e sottovalutati di una disfunzione del pavimento pelvico sono la perdita di gocce di urina, l’urgenza di dover andare in bagno, la sensazione di “apertura vaginale”, la difficoltà nel riprendere i rapporti sessuali, l’insorgenza di emorroidi e la stipsi. Visto l’impatto di questi fastidi sulla quotidianità, risolverli significa migliorare la qualità della vita presente e futura della mamma — consiglia l’esperta —. In base alla specifica situazione di ogni donna, è possibile intraprendere percorsi individuali e/o di gruppo per la riabilitazione del pavimento pelvico, in modo da recuperare il benessere di questa parte del corpo. Inoltre, se si decide di riprendere l’attività fisica dopo il parto, è importante conoscere lo stato di salute del nostro pavimento pelvico e affidarsi a un professionista che ci possa aiutare a seguire un percorso di recupero che conduca gradualmente e secondo le singole esigenze al tipo di sport o attività che si desidera tornare o iniziare a praticare” conclude la dottoressa Albertin.

Valentina Paravia

Il Pavimento Pelvico: come recuperare dopo il parto

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di parlare del “pavimento pelvico”, quell’insieme di muscoli e legamenti che chiudono, nella parte inferiore, la cavità addominale.

La sua funzione è quella di sostenere tutti gli organi pelvici: utero, vescica, uretra, retto e vagina, potenziando anche la capacità sfinteriale .

La cura di questa zona del corpo non va trascurata, né durante la gravidanza, né tantomeno nel post partum. In particolare durante il puerperio, ovvero il periodo tra il parto e il ritorno delle strutture materne alla condizione pre-gravidanza, che dura circa sei settimane. Si tratta di un momento importante e delicato per la neomamma, sia dal punto di vista fisico che psicologico, visti i cambiamenti che subisce il corpo e le grandi emozioni che si vivono.

Durante questo periodo, il pavimento pelvico è una zona del corpo che risulta ancora debole, proprio a causa della gravidanza e del parto stesso, per via delle forze di pressione e di trazione che ha subito (indipendentemente che il parto sia stato naturale o tramite taglio cesareo).

È, quindi, importante evitare gli sforzi che aumentano la pressione addominale per non sollecitare eccessivamente il pavimento pelvico.

“Già dall’immediato post parto si può valutare la salute perineale — spiega la dott.ssa Tania Albertin, ostetrica

alcuni dei sintomi più comuni e sottovalutati di una disfunzione del pavimento pelvico sono la perdita di gocce di urina, l’urgenza di dover andare in bagno, la sensazione di “apertura vaginale”, la difficoltà nel riprendere i rapporti sessuali, l’insorgenza di emorroidi e la stipsi. Visto l’impatto di questi fastidi sulla quotidianità, risolverli significa migliorare la qualità della vita presente e futura della mamma — consiglia l’esperta —. In base alla specifica situazione di ogni donna, è possibile intraprendere percorsi individuali e/o di gruppo per la riabilitazione del pavimento pelvico, in modo da recuperare il benessere di questa parte del corpo. Inoltre, se si decide di riprendere l’attività fisica dopo il parto, è importante conoscere lo stato di salute del nostro pavimento pelvico e affidarsi a un professionista che ci possa aiutare a seguire un percorso di recupero che conduca gradualmente e secondo le singole esigenze al tipo di sport o attività che si desidera tornare o iniziare a praticare” conclude la dottoressa Albertin.

Valentina Paravia

Sono 3000 le specie aliene in Italia!

Come trattarle?

Dal gambero killer alla zanzara tigre, il 15 per cento delle specie alloctone si è radicato sul nostro territorio, divenendo una delle principali minacce alla biodiversità. Intervista a Ernesto Azzurro, biologo marino dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (CNR-IRBIM), esperto di specie aliene e cambiamenti della biodiversità marina mediterranea.

Specie aliene: quale è la situazione in Italia?

Secondo la Banca Dati Nazionale delle specie alloctone, In Italia sarebbero presenti più di 3000 specie aliene, introdotte spesso volontariamente, di cui oltre il 15% invasive.

Sono più interessate le aree marine o quelle terrestri?

Se confrontiamo i numeri, in Italia ci sono molte più specie aliene terrestri che marine. Per queste ultime, studi recenti fanno salire il numero a 265 specie, quasi il doppio di quanto registrato venti anni fa. Molte di queste specie arrivano attraverso il canale di Suez: ben 186 specie aliene sono arrivate in Italia attraverso questa direttrice.  Il numero dei nuovi arrivi è, comunque, in continuo aumento ed alcune specie sviluppano popolazioni invasive con svariati impatti ecologici e socioeconomici.

Quali sono le principali specie aliene in Italia?

Spesso si sente parlare di gambero killer, scoiattolo grigio, tartaruga americana, zanzara tigre. L’elenco di specie invasive presenti nel nostro paese è molto lungo. L’ISSG, ovvero il gruppo di studio sulle specie invasive della IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, ha elencato 100 tra le peggiori specie alloctone invasive del mondo.  Molte di queste specie sono presenti sul nostro territorio. Per quelle che sono le specie marine, possiamo indicare alghe come la Caulerpa, il granchio blu americano, i pesci coniglio. Molte specie invasive marine possono essere utilizzate per fini alimentari, alcune di loro sono già in commercio in molti paesi del Mediterraneo e questo è certamente un vantaggio per la gestione della problematica. 

Quale sono le principali vie e cause di ‘invasione’?

Iniziando dalle cause delle invasioni, queste sono riconducibili interamente al comportamento nostra specie. Nello stesso momento in cui leggiamo questo articolo, migliaia di specie stanno viaggiando in tutte le parti del mondo. Le trasportiamo con le navi, gli aerei, inavvertitamente insieme alle merci o di proposito per fini economici. Stiamo, di fatto, rimescolando le specie del globo, una dinamica descritta con il termine di omogenizzazione biotica e che va di pari passo con la globalizzazione economica e culturale. Questo vuol dire che alcune specie, quelle invasive, hanno un grande successo a scapito di altre che aumentano enormemente le loro probabilità di estinzione. Le specie invasive sono oggi riconosciute come una problematica globale ed una delle principali cause della perdita della biodiversità.

L’esempio australiano è paradigmatico: sterminio e conservazione sono necessari / possibili anche in Italia?

Non utilizzerei la parola ‘sterminio’, piuttosto di eradicazione quando questo è possibile. Ad ogni modo l’obiettivo è lo stesso, ovvero quello di eliminare completamente una popolazione risolvendo, così, il problema. Questa pratica viene utilizzata frequentemente negli ambienti terrestri con le dovute cautele. Invece, per quanto riguarda gli ambienti marini, l’ eradicazione è molto difficile, direi impossibile nella maggior parte dei casi. Quando una specie si insedia in una vasta area di mare, l’unico rimedio è quello del controllo e di una buona gestione della problematica.

Quando parliamo di conservazione, ci rivolgiamo alla preservazione di un equilibrio che è il prodotto, a sua volta, di migrazioni. È possibile immaginare di “gestire” il cambiamento invece di contrastarlo?

Per rispondere adeguatamente farei una distinzione iniziale. Possiamo, infatti, trovarci nella condizione di un’invasione molto recente, allora potremmo essere in tempo per agire in modo efficace, ma dobbiamo sbrigarci. Questo è un principio classico della lotta alle invasioni, l’ EDRR, ovvero Early Detection and Rapid Response. In altri casi (quasi sempre negli ambienti marini), il problema non può essere risolto alla radice e così le possibilità che abbiamo sono la mitigazione degli impatti e l’adattamento. La ricerca ha moltissimo da fare in questo campo, ad esempio per cercare nuove possibilità di utilizzo di queste specie come fonte di proteine, di biomolecole attive, di biomassa e, nei casi più fortunati, si riesce a trasformare una problematica ambientale in una nuova opportunità.

Ready4Future

 L’Associazione Women&Tech, la cui mission è valorizzare il talento femminile nella tecnologia, nell’innovazione e nella ricerca scientifica, dall’11 al 15 novembre parteciperà a Time4child – Feed the Future. Il loro contributo, però, parte da qui: l’Associazione ci parla dell’approccio olistico e della capacità di visione necessari per formare i giovani ai lavori del futuro

Secondo il report Skills Outlook 2021 dell’OCSE, il processo “formazione-lavoro-pensione” è da considerarsi quanto mai obsoleto. I megatrend che caratterizzano il mercato del lavoro post pandemia determinano la rapida obsolescenza di molte competenze e conoscenze, aprendo a ruoli professionali “nuovi”, quelli che presto saranno maggiormente richiesti.

In questo scenario segnato da profonde trasformazioni, partire dai mestieri significa guardare a quello che sarà, tracciare con chiarezza i bisogni occupazionali del futuro, e guidare i più giovani verso una piena conoscenza delle professioni a cui potrebbero affacciarsi da adulti. Un’inversione rivoluzionaria del classico processo “formazione -> lavoro”, secondo una rotta che Gianna Martinengo, fondatrice di Women&Tech – Associazione Donne e Tecnologie, aveva individuato e tracciato ben dodici anni fa: “I giovani devono potersi trovare di fronte a proposte formative che guardano al domani. Dirigerci verso una formazione orientata a far acquisire competenze chiave per il futuro significa offrire a tutti i ragazzi la possibilità di accedere a professioni di rilievo, oltre che preparare risorse in grado di trainare l’innovazione”.

Nel perseguire questa missione Gianna Martinengo, all’interno dell’Associazione, delinea nel 2009 Ready4Future, progetto d’innovazione sociale per guidare le nuove generazioni tra le professioni e i mestieri del futuro. Un’idea che oggi, nel 2021, risulta più che mai attuale, promuovendo una visione olistica dei processi di apprendimento, in cui saperi umanistici e saperi tecnico-scientifici si integrano e arricchiscono a vicenda. Proponendosi come strumento di orientamento al lavoro e alla formazione, Ready4Future desidera creare una piattaforma web a disposizione dei più giovani, dove stringere relazioni e fruire di proposte educative attentamente selezionate da una redazione di esperti: professionisti che, partendo dalla loro esperienza sul campo, condividono le indicazioni fondamentali per comprendere le professioni del domani.

Inoltre, il progetto prevede moltissimi appuntamenti “in presenza”: eventi fondati sul confronto e il dialogo (i FutureCamp Day); alternanza scuola/lavoro (OrientaCamp); visite guidate ad aziende innovative o centri di ricerca (OpenSees); laboratori di robotica e coding (TechLab).

Come racconta Gianna Martinengo: “Con il nostro progetto, vogliamo far conoscere le nuove opportunità offerte dal mondo del lavoro, suscitare nei giovani delle vocazioni e degli interessi, aprire il loro sguardo a una visione integrata delle discipline di studio. La nostra Associazione è stata la prima, in Italia, a promuovere il passaggio da STEM a STEAM: la A sta ad indicare le scienze umanistiche, inserite nel cuore di quelle tecnico-scientifiche. Non a caso, i settori che offrono maggiori opportunità di sviluppo si articolano in chiave multidisciplinare: le tecnologie digitali (come AI, robotica, video games, realtà virtuale, aumentata, 3D, blockchain, machine learning, digital twins, big data analysis, Internet of things, quantum computing) le bio tecnologie (come la bioinformatica, la bioelettronica, le biotecnologie industriali , della salute , dell’ambiente, le neurotecnologie), i nuovi materiali (come i nanomateriali, l’e-textile, gli smart materials, flexible electronics, fotonica), energia e ambiente (carburanti biologici, tecnologie dell’Idrogeno, bioplastiche, smart grids , energia solare)”.

Ready4Future non si rivolge soltanto ai più giovani, ma anche a tutti quegli attori sociali e affettivi che li sostengono e li consigliano: docenti, genitori, la famiglia in generale e il mondo del lavoro (aziende, enti pubblici, sindacati, terzo settore). L’obiettivo finale è quello di edificare un luogo fisico e virtuale, globale e locale, in cui gli attori coinvolti dal progetto possano incontrarsi, conoscersi e scambiarsi informazioni preziose. Uno spazio accogliente e inclusivo, dove entrare in contatto per creare valore, guardando al futuro con proattività e consapevolezza.

Women&Tech – Associazioni Donne e Tecnologie

L’auditorium di Time4child

“Feed the Future” è live!

L’edificio virtuale della Lobby al centro dell’edizione 2021 con webinar in diretta

Sarà l’auditorium uno degli ambienti principali della Lobby, lo spazio a forma di città pensato per introdurre studenti e studentesse, genitori e insegnanti in “Feed The Future”.

In programma dall’11 al 15 novembre 2021, l’evento Time4Child sarà fruibile attraverso una piattaforma online che consentirà di vivere live un’esperienza significativa di crescita e consapevolezza in vista di scelte di vita, studio e lavoro.

Cliccando sull’icona dell’auditorium, gli utenti potranno assistere in diretta a tutti gli eventi di “Feed The Future”. I vari webinar, della durata massima di 40 minuti, verranno selezionati e seguiti dalle scuole sulla base di un programma fornito loro in precedenza allo scopo di sviluppare un tema specifico durante tutto l’anno.

Istituzioni, ministri, scienziati, accademici, associazioni, personalità dello spettacolo e della comunicazione, ricercatori: saranno queste le voci che popoleranno l’edificio e attraverso storie, testimonianze e punti di vista guideranno il pubblico in un percorso collettivo di riflessione e confronto.

Cinque invece i pillars dai quali verranno estratti gli argomenti: cibo, mente, salute, sostenibilità, diritti. Dalla biochimica alla alimentazione durante il covid, dalla tecnologia alla politica e alla parità di genere, dai nuovi lavori alla bellezza, fino all’intelligenza emotiva, si affronteranno i temi legati al futuro delle nuove generazioni.

Prendi posto in auditorium e partecipa al nostro “Feed The Future”, dall’11 al 15 novembre 2021.

Ti aspettiamo!

Continua a seguirci e proponici la tua esperienza come partner, sponsor o testimonial.

Puoi far parte anche tu di questo viaggio, scrivendo a info@time4child.com oppure chiamando il numero verde 800178717.

Dall’11 al 15 novembre nutriamo insieme la società!

Estate 2021 serena? Possibile, ma non abbassiamo l’attenzione, nemmeno se vaccinati

L’immunologo e allergologo Mauro Minelli ricorda che il Covid purtroppo non va in vacanza. Ma il modo di vivere le ferie, anche con i propri bambini, con più serenità c’è!

L’estate 2021 è finalmente arrivata, ma ha non portato via il virus del Covid. Che siano in montagna, al mare, in città con gli amici o la famiglia, queste ferie non sono una vacanza dalle misure di protezione e sicurezza a cui siamo abituati. Time4child ne ha parlato con il dott. Mauro Minellimedico specialista in allergologia e immunologia clinica e coordinatore della sezione meridionale della Fondazione italiana medicina personalizzata, per ricordare a tutti voi qualche importante accorgimento per cercare di vivere queste meritate vacanze con gioia ma sempre con la testa sulle spalle

Quanta paura bisogna avere di queste nuove varianti Covid in circolazione?

SARS Cov-2 purtroppo non intende uscire di scena. Il suo ultimo jolly si chiama variante Delta e altre sembrano venire a ruota. Della “Delta” sappiamo essere una mutazione almeno 60 volte più contagiosa del progenitore di Wuhan e sta, per questo, generando disagi non da poco a partire da chi pensava di averla fatta franca, sentendosi talmente tanto più forte del virus mutato da mescolarsi, per esempio, a cuor leggero in riunioni e assembramenti variamente assortiti da etnie alquanto eterogenee. E’ accaduto ed è documentato.

Vero, c’è il vaccino… e meno male. Tutti sappiamo, sulla base di solide fondamenta scientifiche, che i vaccini funzionano, che chi ha ricevuto la seconda dose sarà certamente più al sicuro e che, in costanza di stagione estiva, non dovremmo subire particolari pressioni da parte dell’epidemia per una comprovata associazione della protezione immunologica vaccino-indotta con l’azione protettiva del sole (e non del caldo). Certamente sfrutteremo questi mesi per completare la vaccinazione su tutta la popolazione, pur sapendo di una possibile e tuttavia limitata capacità del mutante di aggirare i vaccini, ma per questo – o anche per questo – non possiamo dismettere il senso di responsabilità civica e di consapevolezza di un pericolo latente che pure ci ha caratterizzato nei mesi appena trascorsi e che, insieme alla campagna di vaccinazione ci ha consentito di raggiungere risultati che nelle scorse settimane sembravano averci rassicurato.

Vaccinati sì, ma comunque con attenzione. Come passare una estate il più possibile sereni?

Le misure di prevenzione anti-Covid non possono, né devono affievolirsi fino a perdersi nella diffusa convinzione di una presunta incolumità oramai già pienamente acquisita. Non è così! La pandemia, affidata alle mutazioni capricciose di un virus tutt’altro che sconfitto, può rimanifestarsi con rapidi incrementi di casi giornalieri, questa volta allargati a tutte le fasce d’età, e con conseguenti ricoveri e decessi.

Certo è il vaccino che conferisce la giusta protezione in breve tempo. Ed è auspicabile che la piena vaccinazione di tutte le fasce di popolazione ad alto rischio di Covid venga effettuata nel più breve tempo possibile per continuare a tenere bassi ricoveri e decessi. Così come è sperabile che tutte le persone già sottoposte alla somministrazione della prima dose di vaccino, possano ricevere una seconda dose nel giusto intervallo di tempo previsto per ogni singola tipologia di vaccino.

Intanto non dismettere le mascherine, non accontentarsi di coprire solo la bocca, non esibirle come un “accessorio di moda”. Non accalcarsi, non cessare la buona norma del distanziamento, non cedere alla tentazione di immaginare che il tempo critico sia ormai passato.  In occasione, di feste, raduni, incontri allargati non sospendiamo le doverose precauzioni imposte dalla ragione, prima ancora che dai DPCM.

Nelle trattorie e nei ristoranti, riaperti ad un pubblico molto ampio di persone desiderose di socialità e convivialità, si continui ad assicurare il mantenimento di una opportuna distanza tra clienti di tavoli diversi.

Attivarsi per convincere il maggior numero possibile di persone indecise o deviate da “fonti tossiche” ad immunoproteggersi, visto che è proprio grazie alla vaccinazione che è possibile mantenere a livelli gestibili i tassi di incidenza della Covid-19.  

Come possono fare i genitori in vacanza a proteggere i figli in vacanza in sicurezza senza spaventarli?

Intanto, se si tratta di adolescenti dai 12 anni in su, garantire loro una adeguata, opportuna e tempestiva vaccino-protezione considerando che evidenze risultanti da riscontri scientifici più che attendibili documentano dati di efficacia e sicurezza dei vaccini a mRNA, rassicuranti se applicati ad una popolazione di ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni. D’altro canto, si tratta di persone nelle quali lo sviluppo del sistema immunitario nelle sue diverse componenti si è già consolidato.  Invece, nei bambini di età inferiori ai 12 anni, nell’attesa di avere riscontri scientifici più esaustivi che, relativamente ai vaccini, possano far pendere decisamente la bilancia “rischi-benefici” sul versante di questi ultimi, rimangono fortemente consigliate le norme generali di prevenzione note. Dunque, il rispetto di precauzioni igieniche basilari (lavare frequentemente e accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettante specifico; non portare le mani in bocca); usare, ove possibile, le mascherine (compatibilmente con l’età dei bambini); nutrirli adeguatamente e, magari, provare a responsabilizzarli sui concetti di sicurezza e salute, senza farli desistere dal desiderio di esplorare ed interagire con l’ambiente e la comunità.