Gioco d’azzardo, gioco bugiardo – da sapere

Gioco d'azzardo, gioco bugiardo

Definizione di disturbo da gioco d’azzardo
Il disturbo da gioco d’azzardo è un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi, classificato nel 2013 dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) come dipendenza comportamentale. Viene riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una vera e propria patologia mentale, caratterizzata da sintomi specifici, come impulsi incontrollabili a giocare d’azzardo o fare scommesse in denaro. Il gioco d’azzardo è spesso considerato un “rifugio della mente”, un’occasione per costruire una realtà parallela alternativa alla realtà quotidiana, e porta a compromissioni delle relazioni significative, problemi sul lavoro o con lo studio, a causa del gioco.
Quali sono i giochi
  • le videolottery;
  • le slot machine;
  • i gratta e vinci;
  • il lotto e il superenalotto;
  • i giochi al casinò;
  • le scommesse sportive o ippiche;
  • il bingo;
  • i giochi online, con vincite in denaro.

Gioco d’azzardo, gioco bugiardo – Il Progetto

Il Progetto

Time4child Cooperativa (allego CV) partecipa alla Manifestazione d’interesse “Avviso di istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di soggetti del terzo settore disponibili alla co-progettazione per la realizzazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Azione di sistema realizzata dall’IRAIM ASP nell’ambito del piano biennale regionale della Regione Lazio sul gioco d’azzardo patologico approvato con D.G.R. n. 551 del 05/08/2021 da realizzarsi nell’ambito del territorio della Città Metropolitana.” aggiudicandosi il LOTTO 2 (RM4/1 e RM4/2).

 

Gli obiettivi del progetto:
La presente proposta ha come fondamento la piena consapevolezza che aumentare l’attenzione su una specifica problematica permette di effettuare un’azione trasformativa a più livelli: informativa, curativa e preventiva. L’informazione è elemento imprescindibile per la tutela della comunità poiché punta al rafforzare, attraverso un ampliamento della conoscenza, risorse e strumenti individuali e comunitari atti a combattere le conseguenze più dannose. La cura dei soggetti vulnerabili e già coinvolti nella problematica in oggetto consente sia di sostenere il singolo nella risoluzione del suo stato e nel perseguimento del benessere che arginare i costi che ricadono sulla comunità in termini di efficienza lavorativa e spese sanitarie. Infine, la prevenzione è imprescindibile al fine di evitare il dispendio delle risorse individuali e comunitarie che la problematica obbliga a mettere in gioco.
Considerando che dopo due anni di pandemia i disagi e le marginalità sociali sono aumentati in modo significativo soprattutto tra gli stati della popolazione più fragili, il progetto mira a intervenire sulle comunità locali al fine di informare e sensibilizzare i cittadini su una problematica che rappresenta ancora una piaga diffusa: il gioco patologico (meglio detto disturbo da gioco d’azzardo). Nello specifico, attraverso una fase iniziale si attuerà un’azione di informazione e prevenzione ed in seguito, attraverso gli strumenti dei Gruppi Auto-Mutuo-Aiuto e delle Unità di strada si perfezionerà il tutto con un intervento mirato rivolto alle persone affette da tale patologia ed ai familiari coinvolti.

Gli interventi:
Gli interventi mireranno a integrare i servizi attuali, svolgendo attività di prevenzione, sensibilizzazione ed informazione del pubblico fino all’aggancio dei soggetti a rischio, alla valutazione del bisogno individuale nei casi più critici ed infine all’accompagnamento verso i servizi di supporto presenti sul territorio.
Saranno consegnati materiali informativi, pensati sia in formato cartaceo che digitale, sui rischi e i danni connessi al GAP.


Nello specifico gli obiettivi del progetto sono:
1. Realizzare azioni di sensibilizzazione e prevenzione nella comunità locale;
2. Prendere eventualmente in carico parziale giovani o soggetti in grave difficoltà e accompagnamento ai servizi;
3. Rendere le comunità locali maggiormente consapevoli e responsabili sul tema GAP;
4. Sostenere e sviluppare le comunità territoriali a divenire maggiormente proattive nel promuovere
modifiche culturali e sociali rispetto i comportamenti a rischio di GAP;
5. Individuare e analizzare i bisogni delle comunità locali legati al GAP;
6. Sollecitare il coinvolgimento della comunità tutta nel contrastare il fenomeno del GAP;
7. Realizzare un’efficiente rete di comunicazione e supporto reciproco tra operatori del progetto, gruppi informali, gestori di locali, enti pubblici e socio-sanitari, scuole e associazioni presenti sul territorio;
8. Ridurre i comportamenti a rischio;
9. Distribuire materiale informativo in merito ai rischi legati al GAP;
10. Comprendere le peculiarità delle popolazioni coinvolte nelle azioni e creare una best practice nella riduzione del GAP e favorire l’adozione di future politiche preventive efficaci per il contrasto.

L’attività di sensibilizzazione ed informazione verrà svolta tramite:
• presenza di Unità di strada;
• diffusione di materiale informativo (in cartaceo e digitale) sui fattori di rischio e le conseguenze del GAP;
• mediazione tra i gruppi a rischio e gli abitanti della città;
• interventi formativi (tramite tavoli di lavoro ed incontri individuali) rivolti agli opinion leader con elevate capacità di influenza sulle comunità coinvolte;
• interventi basati sulla creazione di gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto in prossimità delle Unità di strada, collocati entrambi in base ad una distribuzione territoriale strategica ed omogenea su tutto il territorio;
• momenti di informazione per i cittadini su servizi e strutture già esistenti sul territorio nonché
sull’attivazione degli interventi del presente progetto (Gruppi Auto-Mutuo-Aiuto e Unità di strada) per la prevenzione ed il contrasto ai comportamenti di dipendenza da GAP, coinvolgendo i soggetti della rete locale, i social media e quelli tradizionali.

Riassumendo, gli obiettivi del progetto fanno capo ad un approfondimento delle caratteristiche e dei bisogni della comunità locale, creare un’azione di formazione e informazione in tema di GAP al fine di coinvolgere la popolazione e renderla soggetto attivo contro il fenomeno, migliorare la rete di servizi presenti sul territorio e proporre interventi specifici di trattamento individuale e di gruppo della sintomatologia ascrivibile al GAP.
Al fine di raggiungere i suddetti obiettivi, la presente proposta prevede l’attuazione di una serie di azioni tra loro collegate.
Conoscenza del territorio, promozione, informazione, comunicazione e interventi mirati.

Gioco d’azzardo, gioco bugiardo

Gioco d'azzardo, gioco bugiardo

Co-progettazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. D.g.r. N.551 del 05/08/2021 da realizzarsi nell’ambito del territorio di Roma Capitale e Città Metropolitana

Dove trovarci

Nei territori dei Comuni di Cerveteri e Santa Marinella si troveranno le Unità di Strada - UdS (Ascolto, consulenza e orientamento) e i gruppi di Auto Mutuo Aiuto - AMA (Spazi di incontro e aiuto, guidati da personale esperto) di Time4child Cooperativa Sociale.

Il progetto

Time4child ha scelto di partecipare alla Manifestazione d’interesse “Avviso di istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di soggetti del terzo settore disponibili alla co-progettazione per la realizzazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”, partendo dalla piena consapevolezza che aumentare l’attenzione su una specifica problematica permette di effettuare un’azione trasformativa a più livelli: informativa, curativa e preventiva.
L’informazione è elemento imprescindibile per la tutela della comunità. La cura dei soggetti vulnerabili e già coinvolti nella problematica in oggetto consente sia di sostenere il singolo nella risoluzione del suo stato e nel perseguimento del benessere che arginare i costi che ricadono sulla comunità in termini di efficienza lavorativa e spese sanitarie.
La prevenzione è imprescindibile al fine di evitare il dispendio delle risorse individuali e comunitarie che la problematica obbliga a mettere in gioco.

Da sapere

Il disturbo da gioco d’azzardo è un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi, classificato nel 2013 dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) come dipendenza comportamentale.  
È importante tener presente una serie di elementi, nozioni, approfondimenti, così da essere pronti a riconoscere eventuali casi intorno a noi. Leggi la nostra sezione “Da sapere” per acquisire piena consapevolezza sul tema.  

Download

Rete territoriale Cerveteri

Rete territoriale Santa Marinella

Comunicazione stampa

Prevenis

Opportunità e inclusione: i bandi vinti

Time4child non ha paura di mettersi alla prova, scendendo in campo per portare un aiuto concreto laddove c’è bisogno.

 

È con questo spirito che la cooperativa ha deciso di partecipare ai bandi di Opportunità e inclusione promossi dalla Regione Lombardia. 

Una scelta che si è rivelata positiva: Time4child ha infatti vinto i bandi “Prevenis” e “Reduco”, relativi alla messa a sistema del modello di intervento regionale a favore di giovani e adulti a grave rischio di marginalità.

Due bandi separati che però lavorano insieme: essere al fianco dei soggetti vulnerabili per aiutarli in un percorso di uscita e recupero da modelli di vita non funzionali.

Abuso di alcool, di sostanze, ma anche la dipendenza da tecnologie sono tra le principali cause che portano a sviluppare comportamenti pericolosi e dannosi, per sé stessi e gli altri.

In particolare, nella Regione Lombardia, soprattutto nelle zone di Milano e limitrofi, sono sempre di più i giovani vittime di comportamenti estremi e devianti

Nel 2018, il 43% dei 15enni italiani e il 37% delle 15enni ha fatto binge drinking, e l’1,9% di giovani tra i 15 e i 34 anni ha fatto uso di cocaina. Emerge anche una non più trascurabile dipendenza dal gioco virtuale: oltre 65.000 persone, cioè 0,3 su mille assistiti, potrebbero giocare in modo problematico ed esporsi quindi al rischio di sviluppare forme patologiche legate al gioco.

In particolare, secondo la ricerca CNR del 2018 sull’area del Milanese realizzata per la rete civica Milano No slot coordinata dal Comune e condotta su 3.500 studenti, risulterebbe che i giovani e minori a rischio dipendenza o già dipendenti siano circa il 9,8%.

Siamo ben oltre l’avvisaglia di campanelli d’allarme, e nel pieno di una vera e propria emergenza.

Time4child è onorata di annunciare che, grazie alla vincita dei due bandi, potrà portare il suo contributo in maniera pragmatica e concreta. Sarà infatti nostro impegno gestire le attività di sensibilizzazione e informazione nell’ambito di unità di strada e di centri di ascolto con eventuali accompagnamenti ai servizi sociosanitari.

Svolgeremo inoltre, di concerto con la ASST Fatebenefratelli Sacco, attività di ascolto e supporto durante gli interventi sanitari, nelle unità mobili ecc.

Attraverso spot di informazione mirata, come infopoint allestiti nei luoghi del divertimento e della formazione, la nostra cooperativa offrirà un luogo sicuro dove ascoltare le richieste di aiuto e offrire percorsi risolutivi, stabilendo insieme a degli esperti il livello e profilo del bisogno e indirizzando verso i servizi più appropriati per le necessità specifiche.

MSNA 2021 – Crescere insieme

7 febbraio 2022 

Una nuova vittoria per Time4child: la Cooperativa Sociale è partner nel progetto 3798 “MSNA 2021 – Crescere insieme” (CUP F49J21018000002), inerente al mondo dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), che vede capofila la Prefettura di Milano e partner oltre alla nostra Cooperativa, ASST Fatebenefratelli Sacco e Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità-ISMU.

Un tema delicato ed urgente, che non può più essere ignorato e necessità di un intervento concreto, che comincerà dalla città di Milano.

I numeri

Nel 2020, i minori non accompagnati che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Italia sono stati 4.687: un numero che segna un aumento del 179% rispetto al 2019, con 3.007 minori in più.

Il dettaglio delle nazionalità dei minori non accompagnati che arrivano in Italia evidenzia, anche nel 2020, come la maggior parte di loro provenga dal continente africano, mentre la componente mediorientale costituisce all’incirca un quarto del totale.

Come rilevato nel corso di questi anni, la maggior parte dei minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza è costituito da giovani maschi (96,4%); il 95,2% ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, mentre il 66,9% – oltre un terzo – ha già 17 anni ed è ormai prossimo alla maggiore età.

In particolare, i numeri che riguardano la provincia di Milano evidenziano come questa porzione di territorio sia fortemente colpita dal fenomeno.

  • la Lombardia è la terza regione d’Italia per presenza di Minori Stranieri Non Accompagnati con il 10,3% (dati di Openpolis al 31 Marzo 2021), con la provincia di Milano prima tra quelle lombarde con il 53,8% di presenze (Report finale progetto FAMI Costruiamo l’Integrazione);
  • la Lombardia è inoltre la seconda regione italiana con il maggior numero di strutture con presenza di MSNA (13,3%) (Report di monitoraggio dicembre 2020 del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, ultimo disponibile), con la provincia di Milano prima tra quelle lombarde con il 46% di strutture che accolgono MSNA (Report finale progetto FAMI Costruiamo l’Integrazione).

Cosa faremo

Time4child entra direttamente in campo insieme alla Prefettura di Milano e gli altri due partner, ASST Fatebenefratelli Sacco e Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità-ISMU.

Le azioni di Time4child si muoveranno in tre direzioni.

  • Potenziare le capacità del sistema di presa in carico dei MSNA anche in riferimento alle ripercussioni della pandemia COVID-19; attraverso una connessione stabile fra strutture e servizi del territorio. Attraverso la collaborazione con le strutture sanitarie, una volta identificate le situazioni di criticità, si attueranno delle fasi di presa in carico per tutte quelle vulnerabilità che i MSNA presentano, evidenziando tutte le possibili ripercussioni post-traumatiche che si sono venute a creare in questo ultimo anno a seguito della pandemia che, senza dubbio, ha portato all’acuirsi di situazioni preesistenti di disagio, insicurezza e fragilità. Il percorso di gestione del MSNA dovrà prevedere un primo screening per rilevare e monitorare le condizioni di salute psico-fisiche del minore e la successiva presa in carico.
  • Rafforzare le capacità di rilevazione e trattazione precoce delle emergenze socio-assistenziali e psicologiche. Un possibile percorso individuale psico-emotivo verrà stabilito dopo una prima fase valutativa e anamnestica. Verranno poi, quindi, svolti colloqui valutativi per approfondire la storia di ciascun minore, comprensiva del suo percorso migratorio oltre che della sua storia personale e familiare. L’osservazione nell’identificare abuso o maltrattamento sarà svolta con l’approccio psicoterapico EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico)
  • Favorire l’attuazione del Protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età dei MSNA da rendere modello replicabile. Il modello di intervento proposto include un percorso olistico che prevede il concorso di competenze multidisciplinari di intervento progressivamente attivate ed interfacciate in continuità operativa. Attraverso la collaborazione con le strutture sanitarie, la metodologia prevede la costruzione di una traccia narrativa per l’identificazione della storia del minore; partendo da un inquadramento generale di salute, sia medico che psicologico-emotivo, includendo anche una analisi del tono dell’umore ed eventuali indicatori generali o specifici, si arriverà ad una migliore individuazione dell’età del MSNA e ad una presa in carico specifica. Questo protocollo multidisciplinare ha come finalità quella di aprire varie possibilità di presa in carico integrata: dal supporto psicologico, ai percorsi di psicoterapia fino alle valutazioni medico-psicologiche.