G.Eco 2023

G.Eco si occupa di divulgazione scientifica, educazione ambientale, formazione e didattica nei campi della biologia, dell’ecologia e della sostenibilità.
È specializzata nella progettazione e realizzazione di attività indirizzate alla diffusione della cultura scientifica ed ecologica, nella produzione di materiali divulgativi e didattici e nell’animazione scientifica.

I prodotti e i servizi offerti da G.Eco sono destinati alle scuole (alunni e docenti), alle famiglie, alle aziende e agli enti pubblici.

Tutti i progetti portati avanti da G.Eco combinano tematiche scientifiche ad approcci pedagogici innovativi e si avvalgono dell’utilizzo di metodologie di didattica attiva.
G.Eco ha da sempre posto grande attenzione sia ai contenuti scientifici che alle modalità di comunicazione.

Da Time4child avrà uno stand per presentare le sue attività e ci porterà tutti a fare un safari nel nostro giardino!

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Eniscuola 2023

Per gli studenti c’è eniscuola. Un’iniziativa di eni che informa in modo attuale sui temi dell’energia e dell’ambiente, coinvolge le classi nella creazione di lezioni digitali sull’arte, materie scientifiche e per l’apprendimento delle lingue.

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Il vocabolario dei diritti

IL VOCABOLARIO DEI DIRITTI

Le parole danno forma alle cose e sostanza ai pensieri. Per questo le definizioni sono importanti: richiedono esercizio intellettuale che  allena la mente e offrono uno strumento fondamentale nel percorso di comprensione.  Per conoscere qualcosa bisogna, primo, saperlo descrivere e delinearne i confini. Con il Vocabolario dei Diritti Time4child inizia una serie di pubblicazioni dedicate a insegnanti e studenti che affrontano i temi più importanti per la società dell’oggi e del domani. Il nostro intento non è dare delle definizioni già pronte, ma stimolare la riflessione in classe e in famiglia, affinché tutti e tutte possano creare le proprie definizioni nelle quali credere e investire per il futuro.

SALUTE DI GENERE

“Assicurare la salute e il benessere per tutti e tutte le età”. Dice così il terzo obiettivo dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il diritto alla salute è sancito nell’art. 32 della Carta Costituzionale dove si sottolinea che la “tutela” di questo bene fisico, mentale e sociale è interesse del singolo ma anche della collettività. La strada per il raggiungimento di un’assistenza sanitaria universale che contempli le differenze di genere, età, abitudini ed esigenze personali è ancora lunga ma da questo percorso di crescita è nata, nel 2018, la Medicina di Genere, basata sulla consapevolezza delle differenze tra uomo e donna in termini di salute. L’OMS definisce Medicina di Genere “lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona”.

ISTRUZIONE DI BASE

Nelson Mandela sosteneva che “L’istruzione è un’arma potente per cambiare il mondo”. Il quarto obiettivo dell’Agenda 2030 è proprio il diritto allo studio, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU. L’istruzione è fondamentale per lo sviluppo della personalità individuale e per garantire il rispetto delle libertà fondamentali, eppure sono ancora tanti i Paesi del mondo in cui l’accesso all’educazione di base non è garantito. 63 milioni di bambini, concentrati soprattutto tra Africa subsahariana e Asia meridionale non vi hanno accesso. L’istruzione di base ha l’obiettivo di insegnare abilità e conoscenze oltre a garantire una base di uguaglianza di istruzione per tutti, fondamentale per esercitare i propri diritti e inserirsi nella società. Eppure nel mondo ci sono ancora 103 milioni di giovani che non possiedono capacità di base di lettura e scrittura, di cui oltre il 60% donne.

PRIVACY

I figli sono un termometro efficace per capire se i genitori stanno indirizzando bene il loro lavoro. Comportamenti come ansia, aggressività, comportamenti antisociali, rifiuto delle regole, frequenti sintomi fisici, oppositività, improvviso calo del rendimento scolastico, scarsa fiducia in se stessi sono segnali che devono portare il genitore ad interrogarsi su quello che non va in famiglia. Ma c’è una regola molto importante che si dovrebbe sempre seguire: il genitore che sta bene interiormente, che si accorge dei problemi che sta vivendo e cerca di affrontarli è un genitore che crea un clima sereno, di alleanza e complicità in cui i figli stanno bene, anche se la famiglia deve affrontare periodi critici. Per mantenere un clima sereno e di fiducia reciproca è indispensabile che la famiglia si senta una squadra in cui tutti i componenti hanno compiti specifici e si vince insieme. Per funzionare una squadra si riunisce costantemente e parla…di tutto. Le manifestazioni di malessere cambiano con le età. Se un bambino piccolo é molto iperattivo, ha frequenti momenti di collera o di aggressività, esprime paura o ha difficoltà ad affrontare le normali tappe della crescita è necessario chiedersi cosa non va. Se il bambino non è sereno, vuol dire che il clima familiare non è sereno. L’aggressività e la rabbia sono sintomi anche nelle gang giovanili: casi recenti ci devono portare a chiederci: ma che genitori hanno questi ragazzi? Se i bambini crescono in un clima familiare dove si parla, dove si sentono compresi, anche la preadolescenza e l’adolescenza pur pesanti, diventano gestibili. Questo non significa incolpare i genitori, ma ribadire che non si nasce genitori. Tutti devono imparare. E tutti devono imparare a conoscersi, ricostruire il loro passato familiare e affettivo, essere sereni interiormente per essere buoni genitori. Tanto più oggi, dove non c’è più un protocollo prestabilito e i genitori sono pionieri che esplorano come poter essere genitori in una nuova epoca. La parola e l’espressione delle emozioni profonde; il rispetto dei genitori e delle regole da parte dei figli e il rispetto dei figli da parte dei genitori: ecco alcuni pilastri sui quali erigere un nuovo modello di genitorialità.

UGUAGLIANZA

“Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. È questo il cuore dell’art.3 della Costituzione eppure “l’uguaglianza” è difficile da conquistare Sappiamo bene che ognuno di noi ha delle differenti condizioni di partenza che nascono dal contesto sociale, dai talenti, dalle inclinazioni e stili di vita nonché dalle differenti aspettative sul futuro. Ad ognuno di noi deve essere, ciononostante, possibile esistere per la persona che è, con la propria dignità di essere umano, originale e creativo, con la responsabilità di vivere in una società civile. Su queste basi bisognerebbe tendere ad eliminare ogni discriminazione, dalla razza all’orientamento sessuale, dal ceto sociale alla disabilità, solo per citarne alcune. Per non parlare delle sottese, ma sempre presenti, discriminazioni di genere. Nel mondo occidentale e democratico la discriminazione esiste ed è un buco nel cuore, perché crea distanza là dove dovrebbe esserci vicinanza. Solo quando sarà del tutto eliminata, in ogni sua forma, si realizzerà appieno l’uguaglianza.

ESPRESSIONE

Uno dei diritti primari degli Stati democratici è la libertà di espressione e di coscienza, sancita nel 1948 nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Si tratta di un diritto legato strettamente all’identità politica, religiosa e culturale del singolo, e nasce dal bisogno individuale di esprimere liberamente il proprio pensiero. Nel report annuale “Freedom in the World” pubblicato a Washington, viene stilata una graduatoria a punti sui diritti civili nei diversi stati del pianeta facendo una ripartizione tra Paesi liberi, parzialmente liberi e non liberi. Da questo emerge un divario tra paesi in cui la libertà di espressione è diventata utopia e paesi in cui è difficile contenerla. Non esiste una regola universale per la libertà di espressione: ogni Stato la applica in base al proprio regime politico e alla propria identità sociale e culturale. Ma nel nome della civile convivenza, può un diritto basilare come la libertà di espressione essere circoscritto?

LAVORO

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Il primo articolo della nostra Costituzione riconosce nel diritto e nel dovere del lavoro uno dei principi fondamentali che reggono il Paese, perché restituisce quella “dignità umana” che la nostra Carta Fondamentale vuole proteggere. Come rendere effettivo questo diritto viene stabilito poi nell’articolo 4, che stabilisce l’impegno della Repubblica nel promuovere le condizioni per renderlo effettivo. Attraverso il lavoro ognuno di noi può realizzare sé stesso ma anche una società più paritaria: per questo è importante difendere questo diritto e sostenere quelle categorie che, nella realtà dei fatti, a volte vengono ostacolate. Parità salariale, lotte sindacali, riposo retribuito, protezione sociale sono gli orizzonti nei quali il diritto al lavoro viene rispettato o disatteso.

AUTODETERMINAZIONE

Cosa significa autodeterminarsi? Significa prendere decisioni in merito alla propria vita e alla sua qualità, liberi da interferenze e influenze esterne. Significa capire chi si è, e difendere la propria identità. Ed è anche quello che viene sancito dal diritto di autodeterminazione, affermato nella Carta Atlantica e nella Carta delle Nazioni Unite: ogni popolo ha infatti il diritto di autodeterminarsi, scegliendo liberamente il proprio sistema di governo (autodeterminazione interna) e scegliendo di essere libero da ogni dominazione esterna, in particolare dal dominio coloniale (autodeterminazione esterna). L’autodeterminazione è quindi un principio fondamentale sia per il singolo che per la collettività.

LIBERTÀ

La libertà è un valore imprescindibile dell’esistenza: ogni persona deve essere libera di vivere la propria identità, le proprie aspirazioni e i propri sogni, di poter viaggiare e spostarsi. Ma non si tratta di un “lasciapassare” per qualsiasi cosa: la libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella degli altri. È questo il principio su cui si reggono le società democratiche. Questo valore ha anche una sua traduzione legislativa: il diritto alla libertà è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dove si legge che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

AMBIENTE

La vita in un ambiente pulito e sano è un diritto fondamentale riconosciuto, nell’ottobre 2021, dal Consiglio per i diritti umani delle nazioni unite. La proposta avanzata da Costa Rica, Maldive, Marocco, Slovenia e Svizzera, è stato approvata con 43 voti favorevoli. Ad astenersi sono stati Russia, India, Cina e Giappone. Si tratta di una “svolta storica” che riconosce un’urgenza ormai esasperata: basti pensare che, secondo l’Oms, il 24,3% dei decessi in tutto il mondo sia dovuto all’inquinamento atmosferico e all’esposizione a sostanze chimiche. Il diritto ad un ambiente sano, pulito e sostenibile è strettamente collegato con il diritto alla vita, perché proteggere i sistemi ecologici significa difendere la salute dell’intera umanità.

CIBO

Ogni essere umano ha il diritto di accedere a cibo che sia: disponibile in quantità sufficiente, adeguato dal punto di vista sia nutrizionale che culturale, accessibile fisicamente ed economicamente. Questo diritto, a cui ogni cittadino del mondo deve poter accedere senza alcuna discriminazione o limitazione, è stato riconosciuto come uno dei diritti umani universali. Sebbene sia nato all’indomani del Secondo Conflitto Mondiale, è oggi più attuale che mai: l’aumento demografico, l’ampliarsi della forbice che separa i paesi ricchi da quelli in via di sviluppo, il cambiamento climatico e la recente crisi del grano ucraino dimostrano quanto sia fragile l’equilibrio alimentare, rendendo questo diritto tra i principi base di un futuro migliore, equo e paritario. Basti pensare che circa 795 milioni di persone nel mondo (ovvero una persona su nove) sono denutrite.