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Come fa star bene i figli/e: la terapia della vita

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A volte bambini e ragazzi non hanno nulla che ‘non va’. A mancare, soprattutto dopo i due anni di pandemia, è il movimento e l’esperienza fondamentale di stare bene assieme ai loro coetanei.

“Camminare è l’unico comportamento umano che fa bene a tutte le età, a tutti gli organi e alle funzioni del corpo”.

È bene far andare, quando è possibile, i bambini e i ragazzi/e a scuola a piedi, perché camminare la mattina regola l’orologio biologico. Permette al master clock, al direttore di tutti i bioritmi umani che abita nel cervello, di abbassare la melatonina di giorno e alzarla durante la notte. Questo favorisce il sonno profondo e ristoratore e tutti i bioritmi ad esso collegati. Compensa, almeno in parte, lo stravolgimento dei nostri bioritmi dato dallo studo/lavoro al chiuso e dalla luce artificiale.

“Camminare la mattina aiuta, perciò, i nostri figli a dormire meglio – spiega Alessandra Graziottin*, responsabile del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati a Milano – ma migliora anche il bioritmo dell’insulina e del glucagone, rendendo più efficiente il metabolismo e riducendo la tendenza all’aumento di peso e all’obesità.  Tra l’altro, camminare migliora il bioritmo del cortisolo, l’unico ormone che cresce con l’età ed è legato allo stress e agli stati infiammatori”.

Questi benefici si estendono anche all’età adulta: “Fare 45 minuti di movimento ogni mattina riduce il rischio di infarto e problemi cardiaci del 38 per cento. Lo si può fare ad ogni età e in ogni classe sociale, senza costi”.

La relazione del movimento con il benessere non è solo fisica. È anche molto emotiva.

Soprattutto per i giovani l’attività sportiva, meglio se in gruppo, è raccomandata perché offre l’opportunità di scaricare in modo naturale, fisiologico, le energie negative, le ansie, le angosce e le inquietudini legate alla crescita, ma anche a contesti affettivi difficili o disturbati, e ricaricare energie mentali e fisiche pulite, che aumentano la gioia di vivere nei nostri bambini e nei nostri ragazzi. Basti guardare le espressioni del volto di figli e nipoti quando giocano, nella vita reale, o fanno sport.

Questa ‘regola’, sottolinea la professoressa, non è basata solo sul buon senso, ma sulla ricerca scientifica.

“L’intuizione fondamentale è di Jaak Panksepp, dal nome di un importantissimo neuroscienziato, che ha dedicato tutta la vita a studiare le basi neuroscientifiche delle emozioni e del movimento.

Il punto chiave: ogni emozione fondamentale ha un correlato motorio, ossia si esprime con un movimento. Quando il movimento viene bloccato o inibito, l’energia dell’emozione “ci si rivolta contro”, con tensioni e somatizzazioni, e si paga un prezzo crescente in salute.

Ecco perché l’attività fisica è fondamentale, ad ogni età ma in particolare in bambini ed adolescenti, per stare bene anche dal punto di vista emotivo. In particolare, le emozioni di comando fondamentali sono quattro, secondo Panksepp.  Spiega Graziottin: “Sono gli impulsi primari che regolano l’interazione con il mondo esterno. Includono il desiderio di esplorare, conquistare, amare: è l’emozione “appetitiva” per eccellenza; poi ci sono la rabbia, la paura e il panico con angoscia di separazione. Ognuna di queste emozioni è legata ad un’azione: andare verso, andare contro, fuggire, cercare conforto. Per questo il movimento è importante per i giovani (e non solo): per ogni azione che non compiono, o che non esprimono, anche a distanza di qualche ora, perdono una parte del loro benessere, della loro salute e serenità”.

“Bambini e adolescenti devono poter uscire e fare attività fisica, in sicurezza, con giochi di gruppo o sport. Ecco perché la figura di allenatrici e allenatori è fondamentale, così come imparare a divertirsi insieme, a condividere un obiettivo sportivo, personale o di squadra.  Ed è molto formativo capire l’importanza di avere un metodo per perseguire un obiettivo comune, un’agenda della giornata, una disciplina personale e nel rapporto con gli altri. Sport proprio come scuola di vita e primo garante di una crescita fisica ed emotiva più sana. Meglio qualche ora senza genitori attorno, insieme ai loro coetanei e con allenatrici o allenatori. Perché bambini e adolescenti stanno meglio in compagnia dei loro pari”.

Uscire e giocare assieme sviluppa anche l’intelligenza emotiva e l’intelligenza sociale che sono, a loro volta, fattori importanti di felicità, serenità e successo nella vita. Sono abilità che si apprendono nella vita reale: i bambini che giocano tra loro hanno la possibilità di farlo nel modo più naturale e sano.

Il movimento è altrettanto importante per i ragazzi più grandi, soprattutto dopo la pandemia e i lockdown: “La chiusura prolungata in casa, e l’interruzione delle interazioni nella vita reale tra amici, a scuola, nello sport, nella musica, da un lato, e l’eccesso di vita virtuale, sono stati profondamente tossici per l’equilibrio emotivo e fisico di molti adolescenti”.

“Bambini e adolescenti possono dimostrare comportamenti difficili – conclude la professoressa Graziottin – ma spesso il problema è la mancanza di esperienze, di vita condivisa e di movimento assieme ai coetanei. Queste esperienze sono la terapia della vita e meriterebbe di essere provata, prima di rivolgersi a psicologi e psichiatri. Benissimo le settimane con gli scout, nei centri estivi, o nei maneggi, con i ponies, o in montagna. Benissimo sport, possibilmente all’aperto, danza, musica, teatro. Tutto ciò che aiuta a sviluppare talenti, competenze, salute e passione per la vita, insieme ad amici e amiche, nel mondo reale”.

Il mio augurio? Che ogni bimbo o adolescente possa svegliarsi la mattina, allegro e contento di vivere, chiedendosi di gusto “Che cosa mi succederà di bello oggi?” come Alice nel Paese delle meraviglie.

*e fondatrice della Fondazione Graziottin per la cura del dolore nella donna (Alessandra Graziottin Foundation for the cure and care of women).

Il curriculum professionale medico e giornalistico della Professoressa Graziottin è disponibile sul sito www.alessandragraziottin.it, in versione breve e dettagliata, secondo il formato europeo.